Non solo Kafka, viaggio nei luoghi magici della Repubblica Ceca scelti dall' Unesco

Dire Praga è dire Kafka, ma dire Repubblica Ceca può significare molto altro. È sufficiente superare l’istinto metonimico di identificare una parte (Kafka) con il tutto (Repubblica Ceca) per  sdoganare il paese dalla dipendenza, pur meritata, dallo scrittore.

Si può partire dai nomi e scorrere la lista dei cechi che, dal cinema, alla letteratura, alla musica alla pittura, negli ultimi due secoli si sono guadagnati le attenzioni del mondo.  Partire quindi da Milan Kundera, originario della città morava di Brno, passare poi al pittore Alfons Mucha, al regista Milos Forman (Qualcuno volò sul nido del cuculo, Amadeus, Valmont, Le relazioni pericolose), allo scrittore, drammaturgo e uomo politico illuminato Vaclav Havel, la cui esistenza è strettamente legata alla storia del paese. Autore di L’udienza ( Forum edizioni, 2007), Lettere a Olga, Un uomo al castello (entrambi editi da Santi Quaranta) e molti altri, Havel è stato infatti l’ultimo presidente della Cecoslovacchia e primo della Repubblica Ceca.

La seconda strada è quella di guardare ai luoghi, considerare l’altissima concentrazione di monumenti inseriti nella Lista dell’eredità mondiale UNESCO a testimonianza della straordinaria ricchezza di questo caleidoscopico paese.

Dodici attualmente i siti adottati dall’Unesco, centri storici, chiese, castelli e persino interi villaggi cristiani ed ebraici.  Eccone alcuni.

Si parte da Kutna Hora, a meno di un’ora da Praga, città medievale famosa nel medioevo grazie alle miniere d’argento, oggi apprezzta da turisti di ogni nazionalità per il suo centro storico perfettamente conservato, per la chiesa di Nostra Signora di Sedlec e soprattutto per la cattedrale di Santa Barbara. La cattedrale fu cominciata nel 1380 come espressione della ricchezza accumulata dai ceti mercantili e proveniente dalle miniere d’argento. Per anni i lavori sono andati avanti a singhiozzo, a causa di alluvioni e guerre e solo all’inizio del 1900 l’imponente edificio è stato terminato. Oggi la cattedrale si impone e domina dall’alto il tessuto urbanistico con uno stile gotico molto simile ai grandi complessi religiosi francesi, segno del gusto internazionale che animava i sovrani cechi nel medio evo.

Più a sud la città di Trebic in Boemia è un esempio della lunga coesistenza delle culture ebraica e cristiana nella Repubblica Ceca. Intorno alla Basilica romanico-gotica di San Procopio si estende infatti il quartiere ebraico di Zamosti. Risparmiato dalle grandi ristrutturazioni e demolizioni conserva ancora più di cento edifici tra cui due sinagoghe, il rabbinato, la scuola ebraica e uno dei più grandi cimiteri ebraici del paese. Nonostante gli abitanti originari siano ormai andati via, il quartiere conserva ancora l’atmosfera surreale e onirica che ha fatto da scenario a racconti e leggende rubando la scena a Praga. Chiunque si aggiri per i vicoli tortuosi, i passaggi stretti e angusti di Zamosti può facilmente rievocare luoghi e situazioni degne dei romanzi di Gustav Meyrink (Il Golem, Bompiani…) ispirati al mito dell’uomo d’argilla creato dal Rabbi Low all’epoca di Rodolfo II.

Stessi luoghi e stessa ispirazione anche per Jiri Langer (Le nove porte, Adelphi), fratello di Frantisek Langer (Leggende praghesi, edizioni e/o), che visse a stretto contatto con le comunità ebraiche dell’Est Europa apprezzando la tipica esaltazione della saggezza, dell’interiorità e della gioia di vivere che ha poi trasferito nei propri scritti.

Non solo terra di poveri mercanti ed esuli ebrei, la Repubblica Ceca ha però dato i natali a ricchi casati che nei secoli hanno abitato ville e castelli dal gusto sofisticato e barocco. A partire dal castello di Cesky Krumlov, il secondo più grande della Repubblica Ceca dopo quello di Praga che ospita al suo interno un teatro barocco e un vastissimo giardino in stile rococò che in estate si anima e ospita, nel suo auditorium rotante, spettacoli teatrali e musicali.

Ad un castello è legata in parte anche la fama di Litomysl, nella Boemia orientale, nota agli amanti della musica come la città natale del compositore Bedrich Smetana. Progettato da architetti italiani in stile rinascimentale il castello vanta una facciata ricoperta d 8000 graffiti a soggetto naturale (fiori, frutti, animali) che, si dice, non si ripetano neanche una volta. Al suo interno un teatro barocco tra i più importanti in Europa ospita ogni anno il festival musicale Smetanova, dedicato al celebre compositore la cui prima esibizione al pianoforte, a soli sei anni, si tenne proprio tra le mura del castello.

Ancora più a est di Litomysl il castello di Buzov domina dall’alto una vasta area boschiva e, con il suo magico intreccio di torri, bastioni e ponti levatoi sembra lo scenario ideale dei racconti di Erst Weiss che fu grande amico di Kafka. Si tratta di fiabe romantiche dall’epilogo spesso tragico che per questo si staccano dalla tradizione favolistica ottocentesca ceca pur proponendo il tema eterno dell’amore impossibile e del matrimonio infelice. Storie di perdenti, sopraffatti dalla vita come quella di Jarmila (Jarmila.Una storia d’amore boema, Adelphi, 2002) in cui un orologiaio boemo invaghitosi della bella Jarmila, già sposa di un vecchio e ricco signore, finisce vittima di un fatale “scherzo della vita”.

Praga è magica, scriveva Angelo Maria Ripellino quasi quarant’anni fa, da cui il titolo del suo indiscusso capolavoro letterario (Praga magica, Einaudi, 1973), ma che emozione allontanarsi da luoghi comuni e conosciuti per scoprire una terra intrisa della stessa folgorante magia.

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Sun, 29.08.2010 0

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15.01.2010

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